Picca

Disponibile dal 31 maggio

A cura di Renato Pennisi
Prefazione di Giovanni Tesio



 

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15.00

Vogghiu scriviri u mo megghiu
libbru.
Macari di ddabbanna.
(Si nun ccia rrinesciu
prima)

 

Poesia come pensiero dominante. Poesia persecutrice, poesia assillante, poesia “maleducata”. Un
universo che non si acquieta mai, versandosi in una espressività che non rinuncia alla riflessione sul
mezzo, sulla parola, sulla necessità di dare voce alla fecondità del dialetto.
A contare, insomma, per Basso è ancora una volta il messaggio nella bottiglia di un poeta che, nonostante tutte le sue incertezze, continua a sostenere — anche per noi — il peso della sua più profonda e più accudita vocazione.

 

Dalla prefazione di Giovanni Tesio

 

Picca è la raccolta postuma di inediti di una delle voci più importanti della poesia dialettale contemporanea.
Salvo Basso, scomparso prematuramente all’età di 39 anni, riempie la sua ultima agenda di indirizzi, impegni, scarabocchi e poesie appuntante, scritte, riscritte, e alla fine persino dettate, per impellenza e necessità di “restare stampato”, come dice con l’onestà che lo ha sempre contraddistinto. I temi cari al poeta di Scordia, tra cui la poesia, la scrittura, il tempo e il dualismo che li attraversa tutti amleticamente, tornano in questa raccolta-testamento in cui la forza espressiva e l’inconfondibile uso del dialetto si caricano della consapevolezza della fine.

Salvo Basso | Salvo Basso è nato a Giarre (Catania) il 23 ottobre 1963, ma ha trascorso quasi tutta la sua vita a Scordia, centro agricolo della Piana di Catania, dove la famiglia si era trasferita. Ha conseguito la maturità scientifica e la Laurea in Filosofia all’Università di Catania con la votazione di centodieci e lode. Ha iniziato presto a scrivere su fogli locali diventando punto di riferimento per giovani artisti e poeti. È stato Assessore alle Culture del Comune di Scordia, anche con funzioni di vicesindaco. Ha pubblicato: Quattrusbrizzi (1997), Dui (1999), qo (1999), e Ccamaffari (2002). È morto il 26 aprile 2002 ucciso da un tumore al cervello. Sono stati pubblicati postumi: Egomeio (Salvoesie 1979-81) (2003), Libro necessario (poesie 1982-84) (2004), U tempucc’è (2005), Fase lunare (poesie 1985-90) (1997); e le antologie Un pensiero che non finisce – Versi (1997-2002) (2006), e Scriviriscriviri (2014).
Della sua poesia hanno scritto, tra i molti, Attanasio, Lolini, Loi, Barcellona, Giordano, De Santi, Oliva, Scalia, Grisoni e Tesio.

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